1. Consulenze Psicoterapiche

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Dr. Vincenzo Cesina
Medico, Psicoterapeuta, Socio SIPI (Società Italiana Psicologia Individuale).Mi occupo da molti anni di psicoterapia individuale e di terapia di coppia, mettendo al centro sempre sia la persona, sia anche tutto il contesto ambientale nel quale la persona stessa viene a trovarsi e ad agire.
Inoltre da sempre mi dedico con passione e con particolare attenzione alla consulenza alla famiglia ed al ruolo genitoriale.

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cell. professionale 335/6450248
e mail: vi.cesina@libero.it




2. Psicoterapia: Oltre L'ostacolo C'e' Piu' Liberta'


Sono convinto che la psicoterapia sia molto utile per andare "oltre l'ostacolo".

Perché?
Perché solitamente la psicoterapia è interpretata come una via per risolvere problemi psicologici che causano sofferenza alla o alle persone, con particolare riferimento alla famiglia e al ruolo genitoriale, soprattutto quando avviene con problematiche o sofferenze di vario tipo.

Questo è corretto.

Però l'esperienza clinica dice che la sofferenza è il motivo che ci spinge a trovare una soluzione, ma conferma anche che quasi sempre sottovalutiamo l'impatto di ostacolo nella nostra vita che il problema psicologico provoca più in generale, al di là della sofferenza.

Infatti molto spesso una tematica psicologica non risolta (l'OSTACOLO!),
- causa sofferenza,
- impedisce di avere contatti personali ottimali,
- impedisce di prendere decisioni senza una angoscia che ci paralizza,
- obbliga a restare in percorsi di vita più ristretti rispetto a quelli che potremmo percorrere.

A prima vista quindi il tema degli effetti collaterali può sembrare meno "scottante" rispetto al problema psicologico, ma spesso questi effetti collaterali sono molto sottovalutati, pur avendo conseguenze rilevanti per la persona, i danni si accumulano e comunque permettono un livello di libertà personale inferiore a quello di cui si potrebbe usufruire.

Pertanto, chi riesce a risolvere un problema personale, ha quasi sempre vie più aperte nella vita, per cui: oltre l'ostacolo è più libertà.
Vincenzo Cesina

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3. Psicoterapia E Base Sicura Con La Teoria Dell'Attaccamento


Seguendo gli studi del celebre etologo austriaco Konrad Lorenz (premio Nobel per la medicina nel 1973) lo psicologo e psicanalista inglese Edward John Mostyn Bowlby nel corso degli anni Cinquanta propose con tre articoli la TEORIA DELL'ATTACCAMENTO, una visione per la quale gli esseri umani (ma anche gli scimpanzè) sono naturalmente predisposti a creare legami affettivi, e che Bowlby ampliò poi con tre volumi tra il 1969 e il 1980.

Secondo questa teoria, il bambino crea i legami affettivi con le figure genitoriali (tranne rare eccezioni, generalmente il padre e la madre, ma non necessariamente) e le figure genitoriali con lui.

La stessa situazione avviene nelle scimmie: è stato evidenziato che la capacità di esplorazione, che nasce da una maggiore o minore sicurezza in se stesso e dalla maggiore o minore fiducia di copertura alle spalle (in questo caso data dalla mamma che cura il piccolo che esplora) dipende dai legami maggiori o minori che sono stati creati tra figure genitoriali e piccolo scimpanzé. Mettendo la mamma al centro, in maniera molto elementare, è stato misurato il raggio entro il quale il piccolo esplora e che risulta proporzionale alla costruzione di legami solidi con la figura adulta.

Anche noi esseri umani, secondo questa visione - ormai accettata completamente anche dalla teoria psicoanalitica, che la include come ulteriore conoscenza - ricaviamo la nostra sicurezza interiore, e la capacita di esplorare, da quella BASE SICURA che è rappresentata dalla costruzione dei legami affettivi che avviene già nei primi anni di vita con le figure parentali.

Ovviamente in noi la sicurezza gioca ben aldilà di un raggio di esplorazione: da essa dipende la
- capacità di allontanarsi più o meno da un luogo sicuro ma
, in senso spesso anche più ampio, anche la:
- capacità di rischiare,
- capacità di prendere decisioni,
- capacità di fare scelte che individuano una situazione futura non sempre del tutto controllabile,
- capacità di costruire coppie stabili,
-
etc.

Questo è un campo nel quale lavora una psicoterapia ben condotta
.

Noi vediamo che una psicoterapia ben condotta permette alla persona di costruirsi o ricostruirsi una BASE SICURA quando questa è stata carente.
Ciò
a sua volta permette alla persona una capacità di "esplorazione", ma vorrei dire di "libertà decisionale", che essa apprezza ed utilizza per una qualità di vita superiore alla precedente.

Quando questo avviene è una grande soddisfazione per lo psicoterapeuta, perche sa di aver fornito, e forgiato insieme, un bagaglio utile che la persona si porterà a vita.
Vincenzo Cesina

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4. Il Lutto Nei Legami Affettivi


Oggi penso sia importante affrontare una tematica complessa, particolarmente rilevante nei rapporti tra le persone.
E' il tema del lutto, che genera un sentimento di dolore intenso, fino a non sembrare sopportabile, dovuto alla perdita di un legame affettivo.
- L'elaborazione del lutto, cioè il lavoro emotivo che ognuno di noi deve compiere per "digerire" l'accaduto è di lunga durata e complesso, perché si mescolano elementi razionali ed emotivi strettamente intrecciati.
La parte razionale non ci basta per l'elaborazione del lutto, ma ci aiuta.
- Quando il lutto è ipotizzato o atteso (per esempio: per una malattia importante di una persona alla quale siamo legati) il dolore è terribile e si prolunga.

Però l'elaborazione del lutto viene diluita nel tempo.
É anche per questo che, quando l'evento realmente si verifica, la persona vicina si sente in colpa per "non soffrire abbastanza" rispetto a quanti hanno reazioni più emotive.

In verità ha già molto sofferto, ha già scontato nel tempo precedente il dolore.
- Quando invece il lutto avviene in maniera inaspettata siamo assolutamente impreparati. L'evento è traumatico e dobbiamo fare ricorso a tutte le nostre forze psicologiche per farvi fronte.
Non è però sempre facile riuscire nell'intento e quindi, spesso, vi è la necessità di un intervento psicoterapeutico per la persona che non riesce ad elaborare il lutto.
- La stessa percezione di un avanzamento della terapia e della prevenzione sanitaria sotto alcuni aspetti rende più difficile, perché non preventivata, l'accettazione di un lutto per malattia o altro evento imprevisto, che peraltro è sempre presente.
- L'elaborazione del lutto ha poi una durata molto variabile secondo le situazioni (sicuramente meno accettata la morte per evento traumatico e non previsto) e secondo la personalità che deve elaborare il lutto.

Di fatto hanno una sofferenza maggiore le personalità che costruiscono legami affettivi più profondi e duraturi. Questo ci sembra a volte una ingiustizia.
Ricordiamoci però che queste persone hanno anche generalmente costruito, prima dell'evento del lutto, grazie alle loro capacità, un contesto umano partecipante.

Ciò sicuramente costituisce una valida rete protettiva per lenire il dolore e tenere lontano il sentimento di solitudine.
Inoltre, quando per qualche ragione esterna, sono più soli di altri, possiedono comunque la capacità di costruire legami affettivi per il futuro.

Questo al momento sembra impossibile, ma poi avviene.
- Se qualcosa ci può proteggere nel lutto, ricordiamoci che, nonostante al momento ci appaia impossibile e addirittura ci irriti l'idea, la natura ci ha fornito di una capacità/possibilità di superare il momento, e tornare a pensare al futuro e alla costruzioni di relazioni umane.
- Questo ci riporterà a sentirci o a risentirci partecipi della grande "Famiglia Umana", e da questo soprattutto dipende la nostra qualità di vita. E, mi viene da aggiungere, anche quella di chi ci sta vicino.

Ricordiamoci, in ultimo, che quando il dolore perdura oltre un limite ragionevole, o quando ci porta verso una modalità depressiva nel rispondere all'evento (cosa non frequente, ma non impossibile), un approccio psicoterapico può essere molto utile.

Grazie per avere completato la lettura di questo scritto, che ci riporta a qualcosa con la quale la nostra cultura spesso non vorrebbe mai avere a che fare.
Vincenzo Cesina