1. LITOTRISSIA PERCUTANEA (PCNL)


La litotrissia percutanea (PCNL per gli autori anglosassoni) rappresenta a tutt’oggi il trattamento di prima scelta per i calcoli renali superiori a 2 cm di diametro: viene eseguita attraverso un accesso percutaneo nel fianco del diametro di circa 1 cm che consente di accedere al rene.
Attraverso un piccolo tubicino denominato “camicia”, del diametro di circa 1 cm, che permette di mantenere una via stabile di accesso al rene durante tutto l’intervento, si introduce uno strumento ottico (nefroscopio) all’interno del quale viene introdotta una sonda ad ultrasuoni. La sonda è in grado di frantumare il calcolo in pezzettini che vengono poi aspirati e/o rimossi con pinza (fig.1-2).
 
9coop UROLOGIA PCNL
 
Si tratta di un procedimento che offre il vantaggio di ottenere una completa bonifica del calcolo per lo più con una singola procedura, in una percentuale di casi che si avvicina al 100%. Questo intervento si effettua in anestesia generale e prevede la degenza media di circa 3 notti. Gli effetti collaterali, in circa il 10% dei casi, possono essere infezioni anche gravi ed il sanguinamento, che in circa il 2-4% dei casi rende necessario ricorrere ad una trasfusione di sangue.
Tale procedura per più di 20 anni è stata sempre eseguita basandosi su 2 principi fondamentali e apparentemente irrinunciabili: la posizione prona per evitare lesioni intestinali e il drenaggio nefrostomico al termine della procedura con il duplice scopo di tamponare il tramite percutaneo e di garantire un adeguato drenaggio postoperatorio delle urine.
In realtà, per soddisfare le sempre più pressanti esigenze di contenere l’invasività delle procedure, questi cardini della chirurgia percutanea sono stati messi in discussione con la messa a punto dell’intervento in posizione supina e senza posizionare la nefrostomia al termine della procedura.
In questo video illustriamo la tecnica di esecuzione della PCNL tubeless in posizione supina.
Con un esperienza ormai di più di 100 casi, possiamo asserire che, rispettando rigorosamente i criteri di selezione, il mancato posizionamento della nefrostomia alla termine di una PCNL non espone il paziente a maggior incidenza di complicanze. Per contro tale procedura riduce significativamente l’invasività della metodica offrendo innegabili vantaggi in termini di riduzione dei tempi operatorio, del dolore postoperatorio, del periodo di ospedalizzazione e di convalescenza.
Va inoltre sottolineato come la posizione supina offra considerevoli vantaggi dal punto di vista infermieristico rendendo il posizionamento molto più semplice, veloce e di minor impegno fisico dal punto di vista anestesiologico rendendo sempre assai agevole l’accesso alle vie aeree.
Pertanto la PCNL tubeless in posizione supina è diventata una procedura di applicazione routinaria presso il nostro Stone Center .

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2. VIDEO INTERVENTO




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3. DOTT. GUIDO GIUSTI

9coop urologia dott. giusti

Specialista in Urologia, si occupa del trattamento chirurgico della calcolosi urinaria, delle neoplasie urogenitali (tumore del rene, uretere, vescica, prostata e testicoli), della patologia prostatica benigna e dell'incontinenza urinaria femminile. Grande fautore della chirurgia mini-invasiva, ormai da molti anni si occupa elettivamente dell'approccio endoscopico, endourologico e laparoscopico alle patologie urologiche. Lavora come Aiuto del Prof. Pierpaolo Graziotti presso l'Unità Operativa di Urologia dell'Istituto Clinico Humanitas (IRCCS) (Rozzano – Milano) ed è Responsabile dello "Stone Center" di tale istituzione.

Per maggiori informazioni: www.guidogiusti.it

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